Pubblicato da: Isi | 16 marzo 2013

Da soli non si fa nulla

Trento

C’era una volta una piccola cittadina chiamata Trento. E in questa città c’erano una volta le associazioni: più di 1.300 (clicca questo link per vedere quali sono).

C’erano una volta, poi, tanti finanziamenti: perché Trento le tasse più o meno se le gestisce. Quindi, c’erano una volta le risorse economiche a cui più o meno quasi tutte queste associazioni, in un momento o nell’altro, hanno avuto accesso.

Come in tutte le favole che si rispettino, dopo aver presentato la situazione iniziale bisogna introdurre l’ostacolo da superare: lo sai vero, come funziona il ciclo narrativo? Presentazione del protagonista in un dato contesto; difficoltà che il protagonista deve gestire; risultato finale (nel bene e/o nel male, evidentemente).

L’ostacolo in questo caso è una parolina di cinque lettere, ormai inflazionata come poche: la crisi. Maledetta crisi. Che ci mette di fronte all’inevitabile: non possiamo farcela da soli, anche se per un po’ ci siamo illusi del contrario. E qui a me viene da dire: benedetta crisi! Ce n’era bisogno. Avevamo bisogno di un bello scrollone, per iniziare a lavorare insieme. Da soli non si fa nulla, non si va da nessuna parte. Prendo l’esempio concreto dell’Associazione InCo: da anni lavoriamo per promuovere il volontariato internazionale. E da anni proviamo, informalmente, a creare una rete: ai ragazzi interessa capire come fare a partire. Che opportunità ci sono, dove possono andare, a fare cosa, quanti soldi costa… queste sono le domande. Non “con chi” posso partire. Li indirizziamo: guarda c’è questo, c’è quello… ma tu perché vuoi partire? Cosa vorresti fare da grande? E quando vediamo che InCo non offre quello di cui loro hanno bisogno li indirizziamo su altre realtà. Non abbiamo mai visto i risultati di questo lavoro, che pure è prezioso.

Questo fino ad oggi. Per la prima volta, stiamo gestendo un progetto che più in rete non si può: mette insieme tante realtà che si occupano di mobilità internazionale a Trento. Approvato dalle politiche giovanili, l’hanno presentato 7 ragazz* di InCo e Intercultura. Adesso siamo riusciti a coinvolgere AIESEC, l’Erasmus Student Network e il Centro Missionario Diocesano. E la mappatura del territorio prosegue, così come cresce l’entusiasmo dei ragazzi che, anche se appartenenti a diverse realtà, stanno collaborando con un obiettivo in comune: formarsi per diffondere le varie opportunità che Trento offre a livello di mobilità internazionale. Da soli siamo tanti e piccoli ma insieme…caspita, insieme possiamo fare la differenza.

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