Pubblicato da: Isi | 19 luglio 2013

Voci dal Vietnam (2)

Luglio col bene che ti voglio!

Ecco qui la seconda intervista per “Voci dal Vietnam” (clicca qui se ti sei pers* la prima!): si tratta di Que, vietnamita, che opera ad Hanoi e nel nord del Paese con GTV, il Gruppo Trentino di Volontariato. Ecco qui quello che mi ha raccontato!

PS: tutti i miei articoli e interviste li puoi trovare anche cliccando qui!

***************

QueQue Vo Thi Nguyet ha 40 anni, è sposata ed ha due bambini; vive a Bac Ninh, 30 km a nord di Hanoi, in Vietnam. Dal 2002 collabora con il Gruppo Trentino di Volontariato, organizzazione non governativa che si occupa di solidarietà internazionale nel Sud Est asiatico. A Trento per una formazione, ci parla del Vietnam e della sua cultura.

Quali sono secondo te i problemi più urgenti che il Vietnam sta affrontando?

Sicuramente il tema della droga e del contagio del virus HIV. Poi il traffico di esseri umani: ora la situazione è migliorata perché la gente è più sensibilizzata sul tema, ma fino a 10 anni fa è stato un problema molto grande.

La crisi economica ha avuto un impatto in Vietnam?

Lo scorso anno tante aziende hanno dovuto chiudere. Le persone hanno perso il loro lavoro, abbiamo un tasso di disoccupazione più alto ma speriamo che quest’anno e il prossimo la situazione migliorerà. Credo che sia la stessa situazione in tutto il mondo.

Raccontaci della situazione politica.

Noi abbiamo solo un partito: il partito comunista, per cui non abbiamo nessun problema, è un governo molto stabile.

Cosa pensi della libertà di espressione in Vietnam?

È tutto a posto, anche se forse le persone che vivono negli Stati Uniti o in Francia la pensano diversamente.

Aspetti essenziali della cultura vietnamita da conoscere?

Credo che un tema da affrontare riguardi il genere: ma non me ne sarei accorta se non fossi venuta qui. Mi pare che qui le responsabilità tra uomini e donne siano più condivise, per me è molto interessante. Ecco perché quando sono venuta a Trento ho deciso di stare da Onorio (Clauser, presidente del GTV, ndr), e non da un’altra parte. Credo sia molto interessante riuscire a capire come vivete voi.

Qual è il ruolo dell’uomo in casa in Vietnam?

Credo che la maggior parte degli uomini svolgano solo quello che considerano lavoro da uomini. Non ci dividiamo il lavoro di casa: cucinare per esempio è da donne. I padri giocano con i figli ma non se ne prendono cura: questo è compito delle donne. Naturalmente non dico che questo valga per tutti, ma per tanti sì. Spero che in futuro le cose cambino. Credo stiano cambiando, almeno nelle città; e credo sarà meglio per le generazioni più giovani.

Poi c’è il tema dei figli.

Sì, in Vietnam tante persone preferiscono avere figli maschi. Adesso abbiamo una politica per cui possiamo avere un massimo di due figli a coppia. Naturalmente il top è avere un maschio e una femmina. Spesso se le coppie hanno due femmine sono tristi perché le tradizioni sono molto forti, i figli maschi portano avanti il nome della famiglia e la mantengono, soprattutto nelle zone rurali. Per cui spesso le coppie continuano ad avere figli fino a quando non nasce un maschio. Ma se lavorano per il governo è un problema, possono essere puniti: non possono avere promozioni o anzi, possono venire retrocessi. Ad ogni modo avere un figlio maschio è più importante del lavoro.

E le donne che non riescono ad avere figli maschi?

Nelle zone rurali ho raccolto spesso le storie di donne che per questo sono state escluse dalla comunità; ad esempio alle feste ti fanno sedere in un angolo. Per le donne è difficile, la colpa viene data a loro e non è un qualcosa che si può controllare. Per cui c’è tanta pressione; e si cerca di avere figli maschi per godere di un maggiore riconoscimento nella società. Poi tanti mariti se non riescono ad avere un figlio maschio si trovano un’amante pur di averlo.

Succede sia in città che nelle zone rurali?

Più che altro nelle zone rurali perché le tradizioni sono più forti. In città la situazione è già diversa. Comunque ora sta cambiando ma ci vuole tempo. Per esempio io ho due figli maschi, mi piacerebbe avere una femmina ma noi diciamo che i figli sono un regalo di Dio, e quindi non sta a noi decidere se maschi o femmine. Io sto insegnando ai miei figli i mestieri domestici, cerco di fargli capire che bisogna condividere le responsabilità nella famiglia. Ma non è facile perché imitano anche il papà, quello è il modello.

Ci sono molte persone che dalle zone rurali si trasferiscono in città?

Il numero continua ad aumentare, soprattutto per quanto riguarda gli studenti universitari. Le università sono prevalentemente ad Hanoi, per cui i giovani delle zone rurali vengono a studiare e poi non ritornano a casa. Non sono sicura sulle statistiche ma direi che almeno la metà di loro resta in città perché ci sono più possibilità di lavoro.

Annunci

Vuoi dirmi qualcosa?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: