Pubblicato da: Isi | 16 luglio 2014

Scrivere per lavoro

Scrivere piace a tante persone, a me in primis. In tanti abbiamo sognato di fare gli scrittori o i giornalisti di assalto. Non so te, io con il tempo mi sono accorta che è veramente più facile a dirsi che a farsi: nel senso che scrivere ogni tanto, quando l’estro creativo bussa alla nostra porta, è relativamente facile.

Mettersi a scrivere quando la voglia è pari a zero, invece, è veramente difficile. Eppure se vuoi campare scrivendo, devi imparare a farlo, studiare le strategie che fanno al caso tuo. A me è capitato spesso di domandarmi chi me lo facesse fare: per un po’, quando viaggiavo, ho tenuto un altro blog: mi serviva più come diario di bordo, per tenere i contatti con le persone lontane a cui volevo bene. Poi per un paio d’anni ho collaborato a titolo gratuito per delle riviste online. Poi ho iniziato a lavorare con un’associazione, e a curarne la redazione della rivista trimestrale – pensavo così di riuscire a iscrivermi all’albo dei pubblicisti (ndr: se non sei pagata per scrivere gli articoli, l’ordine non li considera nella tua domanda). Invece la rivista non era abbastanza conosciuta, quindi mi hanno chiesto di fare un periodo per un’altra testata, per arricchire la mia preparazione. Fatto anche questo, quando sono tornata dall’ordine mi è stato detto che gli articoli che avevo scritto in precedenza erano scaduti, non avevo più il numero giusto per potermi iscrivere all’albo. Ma siccome ho la testa dura, ho continuato la collaborazione avviata e poi, dopo tre anni, ce l’ho fatta: sono ufficialmente giornalista pubblicista.

A me viene da ridere: quando mi ci sono imbarcata non pensavo ci avrei messo così tanto tempo. Calcolando giorni, mesi, anni passati a coltivare la scrittura per iscrivermi all’albo, forse a conti fatti avrei fatto prima a fare medicina 🙂

Comunque i momenti con zero voglia di scrivere, come ti dicevo, me ne sono capitati. Come li affronto? Dipende dal fattore tempo. Se ho tanto tempo faccio altro, e rimando. Tanto so che quando mi metto l’articolo esce, scivola via, le dita sulla tastiera come le dita su un pianoforte. Con il tempo e l’esperienza ho anche scoperto che le interviste sono quello che mi riesce meglio: registro le persone con il cellulare (beata tecnologia) e poi trascrivo. Così non corro il rischio di far parlare tutte le persone come parlerei io. Zero sbattimento nella presa di appunti, posso concentrarmi sulla persona che mi sta di fronte.

Comunque, e se invece di tempo non ce n’è?

Di necessità virtù. Io personalmente mi metto lì, accendo Spotify, e poi parto dal mezzo. Tanto se non sono ispirata non mi verrà mai un attacco accattivante, tanto vale abbandonare l’idea in partenza e vedere se, mano a meno che si scrive, l’estro arriva. In genere a me escono articoli più tecnici, che si vede che sono il frutto anche del mio gigantesco senso del dovere e non solo dell’amore per la scrittura. E’ un peccato, perché bisognerebbe sempre mettere tutto l’amore che si riesce in quello che si fa: è la chiave di volta per tutto.

E tu? Ti è mai capitato di dover scrivere e non riuscire a farlo? Come ti sei regolato/a?

PS: data la penuria lavorativa che vedo in giro, mi sento di fare un passaparola. A Impact Hub Trentino stanno cercando un responsabile per la comunicazione 🙂 Scadenza per candidarsi, 20 luglio. Maggiori info qui. Se ti candidi in bocca al lupo, e se ti va fammi sapere com’è andata!

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